Intervista a Silvia Merafino, Head of HR Advisory and People & Leadership Dev. Practice di Aims International Italia
Attrarre e trattenere: la sfida della retention. In un mercato del lavoro sempre più fluido, quali sono oggi i pilastri fondamentali per trattenere i talenti e prevenire fenomeni che hanno avuto recentemente grande impatto, come il Quiet Quitting o la Great Resignation?
La retention non si gioca su leve cosmetiche, ma sulla qualità della relazione tra persona e organizzazione. Oggi le persone di talento restano dove trovano direzione chiara, buona leadership e un contesto sano che li faccia crescere.
In primo luogo, serve chiarezza e struttura: una vision chiara, obiettivi realistici, ben definiti e misurabili, criteri di valutazione trasparenti. L’ambiguità genera disingaggio.
In secondo luogo, conta la qualità della leadership: inclusiva, partecipativa, attenta alle persone. Una leadership che ascolta, che promuove il dare e ricevere feedback con continuità e che sa delegare in modo corretto, offrendo autonomia e responsabilità ma anche supporto.
Fondamentale è anche il contesto: un ambiente sano e sereno, con sfide stimolanti e prospettive di crescita concrete. Quando il purpose aziendale è autentico e coerente con le aspirazioni individuali, il legame si rafforza e la retention diventa una conseguenza naturale.
Evoluzione delle Competenze (Upskilling & Reskilling). Dalla formazione linguistica allo sviluppo di soft skill: quali sono le competenze imprescindibili che le aziende devono coltivare oggi per non perdere competitività nei prossimi anni?
Un’Azienda oggi non può rinunciare alla spinta verso l’apprendimento continuo. La capacità di imparare, disimparare e reimparare è diventata una meta-competenza: in un contesto di trasformazione tecnologica e organizzativa costante, non è tanto decisivo ciò che le Persone sanno oggi, quanto la loro capacità di aggiornarsi rapidamente e trasferire nuove conoscenze all’interno. Irrinunciabili diventano anche le competenze digitali diffuse: utilizzare strumenti collaborativi, leggere dati, comprendere i processi digitalizzati, interagire con tecnologie emergenti. Accanto a queste non possono mancare le competenze relazionali, comunicative e di integrazione di team, fondamentali in organizzazioni ibride ove la fiducia diventa una leva per gestire e raggiungere i risultati. Il panorama si arricchisce anche del problem solving e la capacità di prendere decisioni complesse, includendo l’errore come fonte principale di apprendimento; questo vale a qualsiasi livello e viene accompagnato da accountability. In sintesi, l’Azienda non può rinunciare a un mix equilibrato di competenze tecniche aggiornabili, competenze digitali, competenze manageriali e trasversali allenate.
Cultura dell’appartenenza aziendale: community e advocacy. Come si costruisce oggi una narrazione aziendale autentica capace di trasformare i dipendenti in veri Brand Ambassador e di far sentire le persone parte di una comunità attiva?
La costruzione di una narrazione efficace non è un’operazione di comunicazione, ma un atto di coerenza organizzativa. Le Persone si sentono parte di una comunità quando riconoscono che ciò che viene raccontato coincide con ciò che viene vissuto. Diventa efficace quando è inclusiva. Non può essere solo top-down. Le Aziende possono creare spazi in cui i Dipendenti raccontano esperienze, apprendimenti, errori superati, innovazioni introdotte. Dare voce ai team significa riconoscerli come co-autori della cultura, non come destinatari passivi. Questo rafforza il senso di appartenenza. È fondamentale anche rendere visibile il contributo individuale e collettivo. Collegare obiettivi, risultati e comportamenti ai valori dichiarati aiuta le Persone a comprendere che non sono semplici esecutori, ma attori che influenzano la traiettoria organizzativa. Il riconoscimento, quando è autentico e coerente, consolida il senso di appartenenza. Un altro elemento chiave è la coerenza dei Manager che sono i principali “narratori culturali”: attraverso decisioni, priorità e comportamenti quotidiani rendono credibile o meno il racconto aziendale. Se ciò che viene premiato contraddice ciò che viene dichiarato, la narrazione perde forza. Se invece le scelte sono allineate ai valori, la cultura diventa tangibile. Le Aziende, in sintesi, costruiscono appartenenza quando passano da una comunicazione identitaria a una narrazione partecipata in cui ogni Persona possa riconoscersi come protagonista.
Ci sono delle novità che presenterete al #GHRSummit26 o un prodotto o servizio che metterete in qualche modo in evidenza o di cui volete accennare in queste righe?
Introdurremo il tema della Leadership attraverso Blanchard, AIMS è partner di Blanchard, tra i maggiori player a livello globale nella formazione manageriale e nello sviluppo della leadership. I suoi programmi di formazione si basano principalmente sul modello SLII® (Situational Leadership II®) che insegna ai leader ad adattare il proprio stile di gestione in base alle esigenze e al livello di sviluppo dei Collaboratori. Il Modello SLII (Situational Leadership II) è un approccio di leadership flessibile che adatta lo stile del leader (Direttivo, Coaching, Supporto, Delegante) al livello di sviluppo (Competenza e Impegno) del collaboratore, per massimizzare le prestazioni e la crescita, focalizzandosi su obiettivi e task specifici.
Perché un visitatore del #GHRSummit26 dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa rende la vostra azienda e la vostra proposta diversa dalle altre?
Chi si siederà al nostro tavolo troverà un interlocutore in grado di offrire una visione autenticamente integrata e un partner capace di leggere in chiave olistica tutte le dinamiche legate alla dimensione “soft” delle risorse umane.
In AIMS International Italia affianchiamo le organizzazioni attraverso attività di Executive Search, HR Advisory, Coaching, Talent Management e Leadership Development, superando logiche a silos e proponendo un approccio coerente e sistemico, allineato alla strategia e alla cultura aziendale.
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