Trasparenza retributiva: un nuovo scenario per le aziende
di Roberta De Felice
Con l’avvicinarsi del 7 giugno 2026, termine fissato per il recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 da parte degli Stati membri, la trasparenza retributiva è destinata ad assumere un rilievo crescente anche per le imprese italiane. L’obiettivo della normativa europea è infatti rafforzare in modo più concreto il principio della parità di retribuzione tra lavoratori e lavoratrici attraverso obblighi informativi, strumenti di monitoraggio e meccanismi di tutela, richiedendo alle aziende una maggiore chiarezza nel modo in cui le retribuzioni vengono determinate, comunicate e, ove necessario, giustificate.
Le nuove regole richiedono infatti una gestione più attenta delle politiche aziendali in materia retributiva e sono destinate a incidere anzitutto sulla fase che precede l’assunzione, prevedendo che ai candidati siano rese note la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista per il ruolo da ricoprire e vietando al datore di lavoro di richiedere informazioni, anche indirettamente, sulle retribuzioni percepite in precedenti esperienze professionali.
Ma gli effetti della nuova disciplina sono destinati a riflettersi in modo significativo anche nel corso del rapporto di lavoro, poiché i lavoratori potranno ottenere informazioni sui criteri utilizzati per determinare la retribuzione e la progressione economica, nonché richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per genere, riferiti a chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, rispetto ai quali il datore di lavoro dovrà dare riscontro entro termini definiti.
Per le aziende di maggiori dimensioni, il nuovo quadro normativo introduce inoltre obblighi periodici di comunicazione sul divario retributivo di genere. Qualora da tali rilevazioni emerga, all’interno di una medesima categoria di lavoratori, un differenziale pari o superiore al 5 per cento che non risulti giustificato da criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere e che non venga corretto nei tempi previsti, sarà necessario avviare una valutazione congiunta con le rappresentanze dei lavoratori, finalizzata a individuare le cause delle disparità e ad adottare le misure correttive necessarie. La disciplina prevede, inoltre, specifici strumenti di tutela per i lavoratori e un regime sanzionatorio in caso di inadempimento.
In questo scenario, HR Capital affianca le imprese nel percorso di analisi e adeguamento ai nuovi obblighi in materia di trasparenza retributiva, supportandole nella lettura del quadro normativo e nell’individuazione degli aspetti organizzativi su cui intervenire.
Affrontare per tempo il tema della trasparenza retributiva significa prepararsi a un passaggio normativo e culturale di rilievo, ma anche cogliere l’occasione per rafforzare la trasparenza e la coerenza delle politiche retributive, ancorandole a criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere. In questa prospettiva, un adeguamento ben impostato può tradursi, per le aziende, non solo in una misura di conformità normativa, ma anche in un fattore di miglioramento reputazionale e di maggiore attrattività nei confronti dei nuovi talenti.