Intervista a Mara Prandi, CEO di Howay e COO di MAW
Data-Driven HR: la forza dei numeri. Dalla contabilità analitica alla Business Intelligence: quanto è diventato cruciale per un’azienda basare le proprie decisioni strategiche su dati certi relativi ai costi del lavoro e alle performance?
I dati sono fondamentali, ma non sufficienti.
Oggi servono per:
- prendere decisioni informate
- misurare impatto e ROI della formazione
- prevedere criticità
Ma il vero valore nasce quando i dati vengono interpretati con una visione umana e organizzativa, non solo numerica.
Evoluzione delle Competenze (Upskilling & Reskilling). Dalla formazione linguistica allo sviluppo di soft skill: quali sono le competenze imprescindibili che le aziende devono coltivare oggi per non perdere competitività nei prossimi anni?
Oggi parlare di competenze significa uscire dalla logica delle “hard vs soft skill” e iniziare a ragionare in termini di integrazione. Le aziende che riescono a rimanere competitive sono quelle che sviluppano persone capaci di muoversi con agilità tra dimensione tecnica, relazionale e digitale.
La formazione linguistica, per esempio, non è più solo un plus ma uno strumento operativo, soprattutto in contesti internazionali o tecnici. Allo stesso modo, competenze come la comunicazione efficace, il pensiero critico e l’adattabilità sono diventate fondamentali tanto quanto le competenze specialistiche.
Ma la vera competenza chiave oggi è la capacità di apprendere continuamente. Le organizzazioni devono creare contesti in cui imparare non sia un momento separato, ma parte integrante del lavoro quotidiano.
Diversity, Equity & Inclusion (DEI). Al di là degli slogan, come si attua oggi una vera politica di valorizzazione delle diversità che sappia generare valore concreto e innovazione all’interno dei team di lavoro?
La DEI oggi rischia di restare uno slogan se non viene integrata nei processi reali dell’organizzazione. Parlare di inclusione significa lavorare su comportamenti, modelli decisionali e cultura manageriale. Significa anche formare le persone a riconoscere e gestire la diversità come una leva di valore, non come un tema “etico” separato dal business. Quando è gestita in modo concreto porta punti di vista differenti, migliora la qualità delle decisioni e stimola innovazione. Non ci si improvvisa in queste tematiche e devo dire che in Howay siamo fortunati a poter collaborare con esperti capaci di dare chiavi di lettura, sfaccettature e capaci di creare, coi nostri designer di progetto, percorsi ad hoc!
Ci sono delle novità che presenterete al #GHRSummit26?
Al Global Summit porteremo il nostro approccio alla formazione come leva strategica, non come servizio accessorio. Un elemento distintivo è la capacità di gestire progetti in modo completo: dall’analisi dei fabbisogni alla progettazione, fino all’erogazione e alla gestione dei canali di finanziamento. Accanto a questo, daremo spazio anche a Mornin’cup, la nostra nuovissima piattaforma di microlearning pensata per portare la formazione dentro la quotidianità lavorativa, con momenti brevi, ad alto impatto e facilmente fruibili. Un modo diverso di vivere l’apprendimento: più continuo, più accessibile e più vicino alle persone. L’obiettivo è accompagnare le organizzazioni in percorsi concreti di crescita, con un impatto reale e misurabile
Perché un visitatore del #GHRSummit26 dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa rende la vostra azienda e la vostra proposta diversa dalle altre?
Perché non proponiamo formazione standard, ma costruiamo percorsi che partono davvero dal contesto aziendale e dagli obiettivi di business. Il nostro approccio è fortemente consulenziale: lavoriamo a fianco delle aziende per capire cosa serve davvero, progettiamo soluzioni su misura e le gestiamo end-to-end, anche dal punto di vista finanziario. Chi si siede al nostro tavolo trova un partner che unisce visione strategica e capacità operativa, con un’attenzione costante alla qualità dell’esperienza formativa e al valore per le persone.