Ciclo mestruale e welfare aziendale: il benessere attraverso le esigenze inespresse
Ciclo mestruale e welfare: due temi apparentemente lontani ma posti sullo stesso piano da un comune denominatore: il benessere. Da un lato lo si ricerca, dall’altro lo si promuove, oggi il benessere dei dipendenti rappresenta un asset imprescindibile per una cultura aziendale incentrata sulla persona e, conseguentemente, per attrarre e trattenere talenti.
Ma, nel concreto, cosa significa? Oggi, un’azienda che abbia a cuore il benessere ha un compito tanto semplice quanto articolato: fornire una risposta alle necessità delle proprie risorse, anche quando queste sono inespresse, spesso per vergogna o imbarazzo. È il caso della gestione del ciclo mestruale fuori dall’ambiente domestico.
In Italia ancora una donna su tre prova imbarazzo nel parlare apertamente di ciclo, soprattutto in ambito lavorativo, dove il fenomeno del “period shaming”,le prese in giro legate alle mestruazioni, continua ad essere ampiamente diffuso, contribuendo a creare un disagio che incide sulla quotidianità professionale1.
Questo è solo il primo dato dello scenario inquadrato da Initial, azienda leader nei servizi per l’igiene e il benessere fuori casa, che da anni si posiziona al fianco delle aziende, scuole e istituzioni al fine di proteggere le persone e migliorare la qualità della loro vita. Con Dignity, l’azienda promuove una cultura orientata al libero accesso agli assorbenti per l’igiene mestruale durante l’orario lavorativo e scolastico, in linea con la mission del Gruppo Rentokil Initial: Protecting People, Enhancing Lives, Preserving Our Planet.
Nonostante il ciclo mestruale abbia un impatto significativo sulla quotidianità delle lavoratrici, la persistenza del tabù previene la trasformazione del disagio in una richiesta esplicita. Il 37% delle intervistate ha rinunciato almeno una volta a un appuntamento privato o professionale per il timore di non avere una protezione adeguata, dato in aumento tra le più giovani (45%)2.
Piuttosto che una richiesta, la rinuncia. Risulta quindi centrale il ruolo delle aziende nel garantire una corretta, dignitosa e serena gestione del ciclo mestruale quando si discute il welfare. Fornire una risposta tangibile a una richiesta inespressa rappresenta non solo un gesto di cura, un segnale di rispetto e vicinanza per tutte le lavoratrici, ma uno strumento in grado di contribuire alla crescita dell’azienda stessa.
È proprio per affiancare le aziende in questo percorso che nasce Dignity, il servizio di Initial pensato per garantire il libero accesso agli assorbenti nei luoghi di lavoro. Il servizio prevede l’installazione di distributori per l’erogazione di assorbenti igienici e la periodica fornitura degli stessi. Il dispenser è disponibile sia in versione singola, dotata solo di assorbenti esterni, sia in versione doppia che offre la possibilità di scegliere tra assorbenti esterni o interni, confezionati sempre singolarmente.
L’introduzione di distributori di assorbenti per l’igiene femminile nei luoghi di lavoro rappresenta un passo concreto verso un cambiamento culturale. Non si tratta solo di offrire un servizio pratico, ma di ridefinire la percezione stessa dell’ambiente lavorativo, trasformandolo in uno spazio più inclusivo, attento e rispettoso delle esigenze di tutte le persone. Non a caso, l’idea di installare un dispenser in azienda è accolta come estremamente positiva e ampiamente condivisa dal 90% del campione intervistato. Questo intervento viene identificato come una vera e propria forma di progresso culturale non solo dalle donne (93%) ma anche dagli uomini (83%).
Oltre al valore simbolico, questo intervento incide concretamente sul benessere quotidiano. Viene infatti percepito come un gesto di cura e attenzione verso la persona, capace di ridurre una delle principali fonti di disagio durante l’orario lavorativo. Dalla ricerca, infatti, emerge la paura di non avere con sé un numero sufficiente di assorbenti: una situazione che riguarda il 35% delle Millennial e il 29% della Gen Z.
Con Dignity, Initial fornisce non solo fornisce un servizio innovativo, ma risponde concretamente a un’esigenza ancora troppo sottovalutata, promuovendo ambienti più inclusivi e attenti al benessere delle persone. Scopri di più su Initial e sul servizio Dignity.
1 Indagine commissionata da Initial Italia a mUp Research – svolta fra il 24 ed il 28 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1607 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 16 e 60 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.
2 Indagine commissionata da Initial Italia a mUp Research – svolta fra l’11 e il 16 aprile 2025 attraverso la somministrazione di n°605 interviste CAWI a donne in età compresa fra 18 e 45 anni rappresentative della popolazione italiana nell’intervallo di età considerato, residenti sull’intero territorio nazionale