Interviste

Intervista a Irene Vecchione, Amministratore Delegato di Tack TMI Italy

Buongiorno Irene Vecchione, grazie per questa intervista e per la partecipazione a #GHRSummit21. L’estate 2021 sarà ricordata, oltre che per la Pandemia, per la difficoltà di reperire lavoratori stagionali in settori come quello turistico-ricettivo. Anche le altre industry tuttavia non brindano, perché a fronte di una sempre maggiore offerta in molti ambiti, la domanda sembra decisamente carente in competenze, skill e disponibilità. Come si esce da questo paradosso?
Il problema è complesso e di sistema. L’unica risposta possibile è la formazione, intesa in senso ampio e ricomprendendo l’istruzione secondaria che dovrebbe avere come driver il mercato del lavoro, rafforzando l’orientamento dei giovani e rendendo il passaggio dalla scuola/università al lavoro più rapido grazie a un maggior matching tra competenze/conoscenze acquisite e quelle richieste. Poi nei percorsi di carriera, ormai non ci si può fermare nell’apprendimento e bisogna focalizzarsi soprattutto su quelle competenze soft che rendono sostenibile qualsiasi cambiamento professionale: adattabilità, cultura dell’apprendimento, pensiero creativo…

Si parla sempre più spesso di reskilling e, comunque, della necessità per chiunque di allenare la propria elasticità, la capacità di far fronte ai cambiamenti e di formarsi in modo continuo e permanente. Come devono strutturarsi le realtà HR per essere davvero punti di riferimento in questo scenario?
La learning organization ha alla base proprio la cultura dell’apprendimento continuo e parte dal presupposto che le persone sono “mobili”, devono evolvere per assicurarsi un livello di occupabilità sempre alto, sia all’interno dell’impresa che fuori, nello stesso settore o in altri settori. Un’azienda così impostata ha una capacità di attraction potentissima; le strategie formative e i piani di sviluppo sono diventati una leva contrattuale molto significativa, almeno al pari dell’elemento retributivo perché sono una sorta di “assicurazione” sul futuro.

Smart working: durante il lockdown abbiamo chiamato in questo modo anche i più semplici esperimenti (peraltro forzati) di remote working. Cosa manca alle aziende italiane per essere davvero smart e portare a regime (anche in modalità mista) le esperienze maturate in quel difficile periodo?
Il passaggio cruciale è di tipo culturale, poi servono tecnologia e una regolamentazione che tenga in considerazione i bisogni di azienda e lavoratori, senza trascurare una formazione di accompagnamento per costruire la cultura organizzativa. Delega, fiducia, lavoro per obiettivi, senso di responsabilità, collaborazione a distanza, coordinamento virtuale, benessere fisico e psicologico. Poche aziende hanno potuto lavorare su questi temi nei mesi dell’emergenza, adesso è il momento di valorizzare i vantaggi dello smart working reale abbandonando quello che del remote working non funziona.

Perché un visitatore del #GHRSummit21 dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Quali strumenti e/o quali strategie potete offrire ad un’azienda che si rivolga a voi in questo ambito?
Tack TMI è un’azienda di L&D internazionale che lavora al fianco delle aziende per co-progettare soluzioni formative presenziali o virtuali per aumentarne la competitività, attraverso la costruzione o l’ampliamento delle competenze chiave delle persone, o per accompagnarle in percorsi di cambiamento Ci occupiamo anche di accesso e gestione dei finanziamenti alla formazione e di apprendistato, abbiamo una Coaching Academy e mettiamo a disposizione anche altri servizi per il lavoro integrando le expertise di Gruppo (Gi Group).

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo al Global Summit.

Irene Vecchione di Tack TMI Italy
6° Global Summit Human Resources
19 | 20 OTTOBRE 2022
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