23 Aprile 2026 - 15:00 - 15:30

Leve psicologiche e scelte progettuali per una fad coinvolgente: come far si che i dipendenti (o clienti) seguano corsi on-line con entusiamo

La formazione a distanza e’ sempre piu’ richiesta e ancora tanto bistrattata, spesso a ragione. La verita’ e’ che non e’ noiosa, e’ spesso solamente progettata male. Ecco 8 trucchi a cui non avresti mai pensato per migliorarla.

Quando si parla di FAD, ovvero di formazione a distanza, la reazione è spesso la stessa: “i miei dipendenti non la fanno”. Alias: disinteresse, resistenza, partecipazione minima, soprattutto se sono maestranze o funzioni tecniche. E quando viene fatta – e intendiamo dire… “non per finta” – finestre ridotte a icona, multitasking e completamento dei moduli “per dovere” sono effetti di risposta alla noia e al basso coinvolgimento.
Eppure, la tecnologia non è il problema. Il problema è che continuiamo a progettare la formazione a distanza come se l’unica possibilità fosse quella di sentire un commento “voice-over” alle slide (spesso lette) oppure vedere in primo piano le rughe del viso del docente che parla, parla, parla…
E se il punto non fosse “rendere la FAD più divertente” – cosa che per molti contenuti e tematiche potrebbe risultare persino insensato – ma progettarla in modo radicalmente diverso?
Non si tratta solo della nota “gamification” che andava in voga qualche tempo fa. Stiamo parlando di un approccio completamente diverso alla produzione video, allo storytelling e all’accompagnamento, sino ad arrivare all’uso di modalità “fuori dagli schemi” per far svolgere esercitazioni e test.
In questa conferenza smonteremo uno per uno i falsi miti sulla formazione a distanza e presenteremo 8 trucchi concreti, reali e immediatamente applicabili per trasformarla in un’esperienza capace di catturare attenzione, curiosità e desiderio di apprendere. Non gimmick, ma scelte progettuali precise: micro-tensioni narrative che tengono agganciati, meccanismi di incompletezza che stimolano il ritorno, uso intenzionale del tempo e non della durata, attivazione cognitiva prima dei contenuti, feedback innovativi che fanno “sentire” il progresso.
Scopriremo perché l’engagement non nasce dal contenuto, ma da come viene anticipato e proposto. La voglia di formarsi aumenta quando la FAD smette di “insegnare” e inizia a dialogare e l’AI può diventare un alleato fondamentale per personalizzare ritmo, linguaggio e livello di sfida, senza aumentare il carico di lavoro per HR e formatori.
Perché quando la formazione è progettata bene, non serve convincere le persone a farla.
Sono loro a volerla aprire.

Williams Zuzzaro, Manager e Formatore di Safeel

Senior Partner - Bedream

Williams Zuzzaro

Manager di provata esperienza ed esperto conoscitore del "sistema impresa" ha ricoperto negli ultimi 15 anni incarichi di alta responsabilità nel mondo della Consulenza Aziendale di altissimo profilo. Formatore, Coach, Motivatore è allo stesso tempo profondo analista delle dinamiche organizzative e produttive interne ad aziende, sia di grandi che di piccole dimensioni. Analisi dati, razionalità e approccio positivo al cambiamento, studi sistematici sul sistema valoriale e su nuovi modelli di codifica dei comportamenti, contraddistinguono la sua metodologia. La predisposizione alla pianificazione strategica dei processi e la sua conversione in piani operativi, unite ad una forte preparazione sugli sviluppi neuro-cognitivi e psico-emotivi dell’essere umano in contesti complessi, fanno insieme la peculiarità che contraddistingue competenze allargate e approccio sistemico ai progetti di sviluppo, permettendogli di raggiungere, in fase di realizzazione, i più alti obiettivi aziendali.

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