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17 Ottobre 2018

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Le aziende parlano: oltre la retorica del colloquio attraverso le frasi “reali” pronunciate dai valutatori

Le aziende parlano. Attraverso le persone articolano una grammatica complessa, che fa capire a chi sta fuori che visione del mondo penetra tra quelle scrivanie, tra quelle linee d’assemblaggio, davanti a quelle macchinette del caffè.

Il momento del colloquio con un potenziale nuovo assunto, in questo senso, è fenomenale: attraverso le frasi “reali” pronunciate dai valutatori, ma anche grazie alle reazioni dei candidati, è possibile ricostruire un’intera galassia fatta di rappresentazioni sociali, schemi di pensiero, filtri, distorsioni cognitive, compromessi.

Lasciare spazio a questo linguaggio, dunque, e analizzarlo nel profondo, significa superare completamente la retorica del colloquio e del rapporto candidato/azienda, per come è stata dipinta e in parte sfruttata nell’ultimo decennio.

Significa individuare l’unico sentiero nascosto che possa condurre il valutatore in primis ma anche lo stesso candidato, a centrare l’attenzione sulle due variabili chiave: I COMPORTAMENTI, come elemento fondante della job, e LE COMPETENZE, come variabile maggiormente predittiva.

Si può fare. Come? Proprio iniziando a destrutturare un certo linguaggio.

Francesco Ziliani, Studio LGest

Francesco Ziliani

Head Hunter e Formatore - STUDIO L-GEST

Nasce nel 1979. Si laurea in Psicologia del Lavoro nel 2004 e inizia a collaborare con una società di calcio professionistica, dove approfondisce i temi della psicologia dei gruppi. Lavora per alcuni anni in ente di formazione come docente e referente di varie imprese, e dal 2010 collabora come Head Hunter con lo studio LGEST di Cremona. Ad oggi svolge attività di formazione in ambito risorse umane e sicurezza sul lavoro (certificazione AIFOS).

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