Interviste

Intervista a Pietro Marra, Account Manager di Fluentify

Buongiorno Pietro, grazie per questa intervista e per la partecipazione a #GHRSummit21. Avete già preso parte a una o più delle tre precedenti edizioni?
Siamo presenti a questo evento dal 2019, lo abbiamo sempre trovato efficace nel creare networking e molto ben organizzato.

Cosa vi aspettate da questo evento? Con quale spirito vi apprestate a prendervi parte?
Ci aspettiamo di ritrovare il piacere di incontrare le persone e le aziende in presenza, con le dovute precauzioni, e di stringere relazioni commerciali efficaci e trasparenti. Per noi è essenziale portare valore ai nostri clienti e speriamo di poterlo trasmettere nelle relazioni che creeremo durante questo evento.

Si parla sempre più spesso di reskilling e, comunque, della necessità per chiunque di allenare la propria elasticità, la capacità di far fronte ai cambiamenti e di formarsi in modo continuo e permanente. Come devono strutturarsi le realtà HR per essere davvero punti di riferimento in questo scenario?
Il tema del reskilling è centrale nel panorama hr, ormai da tempo. Saper individuare i talenti nella propria azienda, formare in tempi rapidi e riorganizzare le competenze in base anche alla trasformazione del proprio business, può fare la differenza per un’azienda.
Inoltre, il reskillng diventa essenziale per garantire la comunicazione e la collaborazione tra le diverse fasce di popolazione aziendale: con l’arrivo dei millenials in azienda, si è dovuto ripensare alle dinamiche di Talent Retention e Development, cercando al tempo stesso strade comunicative con le popolazioni più senior dell’azienda, al fine di non perdere il know-how custodito da questi ultimi, ma anche lasciare spazio all’innovazione e alle nuove opportunità di business. E’ in queste dinamiche che il reskilling diventa prioritario in ogni azienda, insieme all’upskilling. Anche e soprattutto in un contesto socio economico dove la disoccupazione sta crescendo e impattando tutti i settori senza distinzione geografica.

Smart working: durante il lockdown abbiamo chiamato in questo modo anche i più semplici esperimenti (peraltro forzati) di remote working. Cosa manca alle aziende italiane per essere davvero smart e portare a regime (anche in modalità mista) le esperienze maturate in quel difficile periodo?
Lo smart working era prima appannaggio di poche realtà, oggi è invece diventato la normalità per molti lavoratori e sarà, con ogni probabilità, una soluzione destinata a rimanere. Lo possiamo ipotizzare, per esempio, dal fatto che in molte realtà lo smart working, o home working, ha dimostrato di aumentare la produttività. Infatti, dalla ricerca HR svolta da Fluentify nel 2021, emerge che, su una scala da 1 a 5, il 56% degli intervistati (59% HR) ritiene che la produttività del personale sia migliorata, ove è stato applicato lo smart working o l’home working e il 91% delle loro aziende sta attualmente applicando una di queste due modalità.
Ma senza un impianto tecnologico e di project management avanzato, sarebbe impossibile continuare con queste modalità. Ricollegandoci alla domanda di prima, serve che la spinta alla digitalizzazione sia supportata da re-skilling, up-skilling e accompagnamento delle persone al cambiamento. Solo così la tecnologia sarà davvero a servizio delle persone e diventerà anche il mezzo tramite cui lo smart working, così come molte altre innovazioni, potranno decollare e funzionare.
In Fluentify per esempio, già prima di questa emergenza avevamo la possibilità di aderire allo smart working. È stato un passaggio naturale per l’azienda: siamo oltre 20 dipendenti organizzati in tre diverse sedi. Utilizziamo quotidianamente strumenti come Zoom per le video call, Slack per comunicare velocemente e Jira per la gestione dei progetti. Gestire un’azienda da remoto richiede sforzi da parti di tutti. La parola chiave resta: responsabilizzazione.

Perché un visitatore del #GHRSummit21 dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Quali strumenti e/o quali strategie potete offrire ad un’azienda che si rivolga a voi in questo ambito?
Perché la formazione linguistica è ormai imprescindibile in azienda, ma per diventare efficace deve basarsi su metodologie strutturate. Fluentify offre tutto questo, unitamente ad un approccio innovativo e una formazione 100% online.
Avere modo di “toccare con mano” i nostri servizi, metterà i responsabili HR nella condizione di riconsiderare il mondo dell’apprendimento linguistico in azienda con metodi innovativi e al tempo stesso piacevole per i discenti.

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo al Global Summit.

Pietro Marra di Fluentify
6° Global Summit Human Resources
19 | 20 OTTOBRE 2022
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