Interviste

Intervista a Roberto Spina, Head of Business Development di Unobravo

Quali sono secondo voi i principali trend HR dei prossimi 5 anni?

Il mondo del lavoro è attraversato da forze che si intrecciano e si amplificano: l’AI sta ridisegnando le competenze richieste, il WEF stima che entro il 2030 cambierà il 39% delle skill chiave, con 170 milioni di nuovi ruoli creati e 92 milioni destinati a scomparire. Ma accanto alla trasformazione tecnologica c’è un dato che nessun HR leader può ignorare: l’engagement globale è sceso al 21% nel 2024 con il 62% dei lavoratori presente fisicamente ma disconnesso emotivamente. I trend che guideranno i prossimi cinque anni sono chiari: centralità del benessere psicologico come leva strategica; corsa all’upskilling sulle competenze che l’AI non può replicare: creatività, intelligenza emotiva, pensiero critico; personalizzazione dell’esperienza del dipendente; e una nuova metrica della produttività che include sostenibilità e qualità del lavoro. Chi guida le risorse umane nei prossimi anni sarà chi ha già capito che il capitale umano non è una voce di costo da ottimizzare, ma un asset strategico su cui costruire crescita e resilienza.

Attrarre e trattenere: la sfida della retention. In un mercato del lavoro sempre più fluido, quali sono oggi i pilastri fondamentali per trattenere i talenti e prevenire fenomeni che hanno avuto recentemente grande impatto, come il Quiet Quitting o la Great Resignation?

Quiet quitting e great resignation non sono stati fenomeni passeggeri: sono stati il sintomo visibile di una crisi di senso e connessione che covava da anni. Secondo Gallup le aziende con dipendenti altamente engaged registrano il 51% in meno di turnover, il 78% in meno di assenteismo e il 23% in più di redditività. I pilastri reali della retention sono tre: la sicurezza psicologica, dove le persone si sentono libere di esprimere idee e chiedere aiuto senza timore; la percezione di crescita, con il 70% di manager e lavoratori più propenso a restare in aziende che li aiutano a prosperare nell’era dell’AI; e il supporto concreto al benessere mentale, non come dichiarazione di principio ma come servizio accessibile e misurabile. In Unobravo lavoriamo esattamente su questo: supporto psicologico professionale con percorsi personalizzati e report aggregati che permettono all’HR di intervenire in modo mirato, prima che il disagio diventi turnover.

Il benessere aziendale non è più solo un benefit: come si sta evolvendo il concetto di Welfare per rispondere ai bisogni reali delle persone e migliorare concretamente la qualità della vita lavorativa?

Il Future of Jobs Report 2025 del WEF segnala che il supporto al benessere dei dipendenti è diventato la principale strategia per attrarre talenti: il 64% delle aziende lo indica come leva prioritaria, scalando dalla nona posizione del 2023 al primo posto. Eppure c’è ancora un gap enorme tra intenzione e realtà: nella nostra ricerca su decisori e dipendenti italiani, solo il 42% dei dipendenti ha accesso a un servizio di supporto psicologico in azienda. Il welfare evoluto non può più essere un catalogo di benefit: deve essere un ecosistema integrato, costruito a partire dall’analisi reale del contesto organizzativo. L’OMS ha stimato un ROI del 400%: per ogni dollaro investito in salute mentale, il ritorno è di quattro in salute e produttività. Noi offriamo questo ecosistema: piattaforma di supporto psicologico online, webinar, workshop, coaching e reportistica avanzata per permettere all’HR una visione chiara e continuativa sull’impatto delle iniziative. Niente di generico: ogni progetto parte dall’analisi dello specifico contesto organizzativo.

Perché un visitatore del #GHRSummit26 dovrebbe sedersi al vostro tavolo? Cosa rende la vostra azienda e la vostra proposta diversa dalle altre?

Perché non siamo qui a vendere un benefit: siamo qui a parlare di strategia. In Unobravo abbiamo costruito in pochi anni il più grande servizio di psicologia online in Italia, oltre 9.000 professionisti selezionati con 10 anni di esperienza in media, più di 400.000 pazienti, oltre 7 milioni di sedute erogate. Quella competenza clinica l’abbiamo portata dentro le aziende con un approccio che è radicalmente diverso da quello dei competitor. Non vendiamo pacchetti: progettiamo percorsi su misura, che partono dall’analisi del contesto organizzativo e si traducono in interventi misurabili con KPI reali, report aggregati nel rispetto della privacy, e un supporto continuo all’adozione interna per massimizzare il ROI dell’investimento. Ma il dato che più ci rende orgogliosi è un altro: 7 dipendenti su 10 che accedono al supporto psicologico tramite le nostre aziende partner lo fanno per la prima volta in assoluto. Non stiamo semplicemente erogando un servizio, stiamo contribuendo, insieme alle organizzazioni che scelgono di lavorare con noi, a costruire una cultura del benessere mentale sul posto di lavoro. Ogni azienda che porta Unobravo al suo interno diventa un agente di cambiamento culturale, abbattendo lo stigma e aprendo una porta che per molte persone non era mai stata aperta prima.

10° GLOBAL SUMMIT
Human Resources
22 | 23 APRILE 2026

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